Richard Stallman, A Free Digital Society (© cc-by-nd)
25 gennaio 201219 Ottobre 2011 – Parigi SciencePro
Richard Stallman, A Free Digital Society (© cc-by-nd)
Introduce Bruno Latour
Geert Lovink, My First Recession
20 dicembre 2011
Issue no. 9 Geert Lovink, My First Recession
Questo libro è stato scritto nel 2002/2003 ed è stato ripubblicato in PDF dall’Institute of Network Cultures Theory
In My First Recession, Geert Lovink mappa il passaggio della critical Internet culture, a partire dall’entusiasmo maniacale a metà degli anni ’90al la dot-com crash, la crisi successiva dei mercati finanziari globali, e l’11 settembre. Nella sua discussione del ciclo dot-com boom and bust , egli espone le sfide affrontate dalla cultura critica di Internet oggi.
In una serie di studi di casi, Lovink descrive minuziosamente l’atteggiamento ambivalente che gli artisti e attivisti hanno preso come hanno modificato i loro atteggiamenti tra euforia e scetticismo. Come parte di questo processo, Lovink analizza le dinamiche interne delle comunità virtuali attraverso l’analisi dell’uso della moderazione e del “filtraggio collaborativo” sulla mailing list e i blog. Lovink affronta anche i problemi pratici e teorici che appaiono quando gli artisti si uniscono al numero di nuovi programmi didattici multimediali. Scavando nelle miniere d’oro inesplorati degli archivi delle liste e dei blog, Lovink rivela un mondo che è in gran parte sconosciuto al grande pubblico ed ii veggenti Internet.
Geert Lovink è un teorico dei media con base ad Amsterdam , co-fondatore di numerosi progetti online, come Nettime e Fibreculture, e l’autore di Dark Fiber (2002), Uncanny Networks (2002), Zero Comments (2007) e le reti Without a Cause (2012).
What Samba Schools Can Teach Us About Participatory Culture
19 novembre 2011BBC News – Viewpoint: Anthropology meets technology
25 ottobre 2011Che cosa fa un’antropologa alla Intel?

Intervista a Genevieve Belle, antropologa della Intel, da 12 anni, aiuta la corporation a capire chi e come userà i suoi prodotti.
CNA Next | il futuro non è più quello di una volta
15 ottobre 2011
TEATRO COMUNALE – Piazza Giuseppe Verdi, 1
Bologna · 14-15 ottobre 2011
ORGANISMI
Il Festival dell’intelligenza collettiva
La connessione libera energia
L’idiota in politica. Antropologia della Lega Nord
28 settembre 2011Una interessante analisi del fenomeno Lega Nord dell’antropologa francese Lynda Dematteo.
Alla fine degli anni ottanta, quando gli elettori lombardi sanzionano l’arroganza e la corruzione della classe politica votando per la Lega Nord, essi si fanno sedurre dall’intemperanza anche lessicale di Umberto Bossi. La sua “idiozia” politica, le maschere che di volta in volta indossa diventano le chiavi del suo successo. “Buffone, buffone” era il modo in cui Bossi veniva accolto dai contromanifestanti. Un vocabolo indubbiamente ingiurioso, ma che il comportamento di Bossi in parte giustificava, rievocando nello stile verbale proprio il buffone della tradizione medievale, non rispettando niente e nessuno e deridendo a più riprese sia il papa sia le istituzioni più care al paese. Con lui la pratica politica smarrisce per la prima volta ogni riferimento di senso, diventando una giravolta di annunci, minacce, promesse e intenzioni, in una parola sola “spettacolo”. Da questo punto di vista – argomenta Lynda Dematteo – il suo linguaggio e le sue maniere rimandano ai personaggi della tradizione della Commedia dell’arte: il politico Bossi pertanto si trasfigura nella maschera Bossi, una delle tante che a partire dall’età moderna sono state fulcro dell’elaborazione delle identità collettive del nostro paese. Ma come emerge dal suo approccio etnografico, la Lega Nord non si limita solo a rappresentare le maschere più profonde del nostro immaginario collettivo, attraverso l’invenzione di un linguaggio tutto “suo”, ma ha campo libero per fare politica nel senso più classico del termine, cioè creando miti, manipolando simboli, rielaborando la cultura politica dell’intero paese.
Good Faith Collaboration The Culture of Wikipedia
22 settembre 2011
Good Faith Collaboration The Culture of Wikipedia Joseph Michael Reagle Jr. Foreword by Lawrence Lessig The MIT Press, Cambridge, MA. Web edition, Copyright © 2011 by Joseph Michael Reagle Jr. CC-NC-SA 3.0
Wikipedia’s style of collaborative production has been lauded, lambasted, and satirized. Despite unease over its implications for the character (and quality) of knowledge, Wikipedia has brought us closer than ever to a realization of the centuries-old pursuit of a universal encyclopedia. Good Faith Collaboration: The Culture of Wikipedia is a rich ethnographic portrayal of Wikipedia’s historical roots, collaborative culture, and much debated legacy.
Fibra per l’Italia: perché è importante e quali sono gli ostacoli
22 settembre 2011CFP: Interactive metal fatigue conference in Rotterdam
13 settembre 2011
Interactive metal fatigue conference in Rotterdam
Call for abstracts
From Wednesday 6 until Friday 8 of June 2012, Erasmus University Rotterdam will host a conference on the subject of ‘interactive metal fatigue’.
The conference aims to philosophically analyse the social and psychological burden that today’s thoroughly interactive society imposes on its members, through its unrelenting efforts to realise emancipation and democracy. The success of the Enlightenment project that turned emancipation and democracy into an incontrovertible part of modern life, has produced ‘interactive metal fatigue’ as an unforeseen and unintended consequence: the fatigue that follows upon our realisation that we have placed a virtually unlimited duty of emancipatory responsibility upon ourselves.
This guiding idea has been developed for the last couple of years in the research programme ‘Interactive metal fatigue’ directed by Gijs van Oenen, sponsored by the Netherlands Organisation for Scientific Research NOW, and carried out at the Faculty of Philosophy of Erasmus University Rotterdam. Initially, the research took its clues from the notion of ‘interpassivity’, as developed by philosophers Robert Pfaller and Slavoj Žižek, in the sphere of philosophy of art. Extended and enriched through the notion of ‘interactive metal fatigue’, the versatile concept of interpassivity has shown a surprising ability to diagnose a variety of new phenomena in contemporary society in new and productive ways.
The broad scope of the research topic will make the conference of interest not only to philosophers, but also to many practitioners in the social sciences and the humanities, as well as to those who deal with issues in art and public space, or issues of policing and governmentality. Cultural-psychological aspects of interpassivity, like depression and narcissism, will also be addressed.
The conference will be relatively compact – we aim for some 65 participants in all – and will take place at an attractive location in the city of Rotterdam.
The conference will feature four keynote speakers:
Jodi Dean (Dept of political science, Hobart and William Smith Colleges, Geneva, New York)
Robert Pfaller (Dept of philosophy, Universität fur angewandte Kunst, Vienna)
Alain Ehrenberg (Université Paris Descartes, Centre de Recherche Médecine, Sciences, Santé, Santé Mentale, Société)
Mark Fisher (Goldsmiths, University of London, and City Literary Institute, London)
There is also room for a number of presentations, of about 45 minutes, by other participants.
Those interested in holding such a presentation should send an email to Gijs van Oenen before November 15, 2011, with a 300 word abstract; email address vanoenen@fwb.eur.nl.
You will be informed before January 10, 2012, about acceptance of your proposal.
If you want to visit the conference without holding a presentation, please also contact Gijs van Oenen (vanoenen@fwb.eur.nl)
The conference language will be English.
For more information: http://www2.eur.nl/fw/law/iamf
